Siamo entrati nell’ultima fase del Collaboratorio, quella in cui dobbiamo provare a raggiungere un risultato concreto rispetto alla sfida che ci eravamo posti: indicare al futuro soggetto gestore del Laboratorio Aperto ai Chiostri di San Pietro alcune ipotesi di attività e servizi che incrocino aspettative e bisogni della comunità, con la mission del progetto definita dal programma di finanziamento regionale.

Dagli incontri organizzati al Centro Internazionale Malaguzzi e al Tecnopolo sono uscite quattro ipotesi progettuali:

  • la costituzione di un’impresa culturale e creativa (i Chiostri del Sapere) dedicata a studenti appassionati di arte, design e web; liberi professionisti che vedano nell’arte una componente aggiuntiva della loro professione e servizi offerti; artisti veri e propri e persone semplicemente appassionate del tema. Questa nuova impresa dovrebbe rispondere a bisogni relativi a formazione professionalizzante; confronto fra addetti ai lavori; sperimentazioni; integrazione fra le nuove tecnologie e le arti; disponibilità di spazi per esposizioni e iniziative culturali di vario genere; trovare sinergie fra gli artisti e altre professionalità; favorire la cultura del “bello”; diffondere l’arte fra persone che per formazione e/o condizione economica non riescono a goderne appieno.
  • la creazione di un luogo gestito e coordinato per favorire il cooperativismo/imprenditorialità di comunità (una sorta di BarComune / Commons Club), dedicato a professionisti che lavorano nel settore del welfare; alle persone disabili; persone con difficoltà nel conciliare il lavoro con il tempo di cura da dedicare alla famiglia (figli, parenti anziani, persone con disabilità); disoccupati (sia appena usciti dal loro percorso formativo, sia inoccupati per la perdita di un lavoro); pensionati; immigrati. All’interno di questo luogo si dovrà trovare risposta al bisogno di produrre soluzioni basate sulla cooperazione per creare valore a partire dai beni comuni; conoscere servizi già esistenti sul territorio per facilitare la vita quotidiana; incrociare le disponibilità di abilità e tempo delle persone che ne hanno con le necessità di altre persone (stile banca del tempo e delle abilità); ricostruire relazioni di vicinato nei quartieri e nei singoli condominii; favorire la socializzazione delle persone più fragili; innovare i servizi offerti dalla propria azienda; formazione su benessere e stile di vita; ripensare alcuni servizi alla persona in chiave pubblico/privata, anche a misura di quartiere.
  • la nascita di una Scuola Urbana Aperta di “apprendimento collaborativo e cooperativo”, dedicata ad una pedagogia urbana diffusa. Questo nuovo soggetto formativo dovrebbe essere rivolto a studenti delle scuole di ogni ordine e grado; pensionati; disoccupati; liberi professionisti; immigrati. La Scuola Urbana Aperta dovrà rispondere ai bisogni di inserimento e orientamento al mondo del lavoro; valorizzare il sapere e l’esperienza dei pensionati; supporto nella gestione dei figli; trasferimento di competenze alla comunità, in ottica di Lifelong Learning; trasferire know how e competenze; superare l’appiattimento curriculare; sviluppare relazioni; favorire il contatto con le imprese.
  • la realizzazione di un osservatorio sugli impatti (Lab Urbano Data & Governance,), per sostenere il Laboratorio Aperto nella misurazione degli impatti delle proprie attività e per produrre dati a beneficio di qualsiasi soggetto, pubblico e privato, che voglia analizzare i dati sulla città per prendere decisioni ponderate e misurare l’effetto di un progetto o servizi sul territorio. L’osservatorio risponderà infatti ai bisogni di misurare l’efficacia degli interventi di chi offre servizi sul territorio; rendere disponibili informazioni utili per la ricerca di volontari, bandi, progetti, collaboratori, partner; evidenziare trend utili alla progettazione di nuovi servizi e prodotti; avere dati utili ad una pianificazione intelligente delle risorse, nell’erogazione dei servizi alla persona.

Lo sforzo che dobbiamo fare in questa fase del progetto, è provare ad immaginarci insieme come questi progetti possano essere realizzati, andando a sviluppare ipotesi dettagliate di funzionamento, a partire dalle competenze e dagli interessi di ciascuno di voi.

Ad esempio: come potrebbe avvenire lo scambio di competenze all’interno dei Chiostri del Sapere? Come può il BarComune /Commons Club mettere in rete risorse e bisogni e sviluppare prodotti e servizi?

Quale dovrebbe essere l’offerta formativa della Scuola Urbana Aperta di “apprendimento collaborativo e cooperativo” e come potrebbe strutturarsi? Quali potrebbero essere i primi indicatori da raccogliere nel Lab Urbano Data & Governance?

Ora è il momento di concludere il “disegno” del servizio che si configura all’interno delle ipotesi progettuali individuate.

Sulla base degli incontri e della breve restituzione sopra riportata, chiediamo ai partecipanti la disponibilità per passare dagli obiettivi alle azioni legate ai prototipi.

Per farlo, basta inviare la candidatura via e-mail all’indirizzo segreteria.decentramento@comune.re.it, indicando per quale prototipo ci si rende disponibili e un numero di telefono per approfondire l’argomento e definire come lavorare alle ipotesi progettuali.

In questa fase del percorso, le attività possono essere svolte in remoto, senza necessariamente incontrarci di nuovo. Grazie per la collaborazione e per l’entusiasmo fino a qui dimostrato per la realizzazione del percorso.