Il primo step del percorso collaborativo è una manifestazione di interesse che ha lo scopo di costruire la comunità di co-progettazione del Laboratorio Aperto, definendone insieme il merito (assets e attività) e il metodo (profili organizzativi e approcci).

La chiamata resterà aperta fino al 3 ottobre

Gli obiettivi di questa fase sono:

• raccogliere l’interesse degli attori (associazioni, imprese, aggregazioni informali, singoli cittadini) che vogliono contribuire con competenze, idee e punti di vista alla messa a punto del laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro;

• fare emergere le forme di aggregazione e di community attorno ai temi dei servizi alla persona e dell’innovazione sociale.

La comunità che avrà partecipato alla manifestazione di interessi avrà un primo momento di progettazione collaborativa a settembre con la collaboration jam, la due giorni di co-progettazione.

Chi parteciperà alla collaboration jam sarà invitato a costruire:

> i presupposti relazionali del Laboratorio Aperto, in particolare

• capire le connessioni con le realtà già esistenti che lavorano su temi simili per costruire sinergie e moltiplicare i fattori comuni;

• mettere a sistema i bisogni, i desideri e la determinazione a mettersi in gioco da parte di tutti gli attori che hanno manifestato il proprio interesse a essere presenti, attraverso una metodologia proveniente dal design dei servizi e dall’arte relazionale;

• favorire l’aggregazione e la combinazione di competenze per favorire la creazione di una comunità co-operante;

> gli asset di attività, e in specifico:

• collaborare alla definizione dell’identità del Laboratorio che lo renda unico nel dibattito nazionale e internazionale sull’innovazione sociale e dei servizi alla persona;

• riflettere su come rendere il Laboratorio bacino di ricerca, sviluppo e sperimentazione di servizi alla persona e progetti collaborativi utili per tutta la città e tutti i soggetti coinvolti nel percorso;

> e il modello di governance del Laboratorio, definendone il modello di organizzazione e di funzionamento che contribuirà a determinare le linee guida della procedura di evidenza pubblica diretta alla individuazione del soggetto gesture e/o della forma di gestione;

Infine dovremo preparare insieme la fase successiva di sperimentazione anticipata della collaborazione, il governance camp.

Nei due mesi successivi vogliamo trasformare Reggio Emilia in un campo di sperimentazione della collaborazione, anche attraverso modalità diverse di partnership, sotto forma di patti e protocolli di collaborazione o anche veri e propri accordi di cittadinanza.

Soggetti appartenenti alle diverse tipologie di attori urbani (pubblico, privato, civico, sociale, cognitivo) proveranno, testeranno e si cimenteranno in azioni e pratiche sperimentali ed emblematiche di quello che l’innovazione sociale, l’economia collaborativa, la generazione e rigenerazione dei beni comuni può rappresentare per costruire un modello diverso di produzione di valore sociale, economico e pubblico. Attraverso l’osservazione di quanto avverrà e dei micro-effetti generati, emergeranno materiali e spunti utili a capire come il Laboratorio Aperto potrà essere costruito e operare.

Sulla base dei risultati delle fasi precedenti, da febbraio del prossimo anno si procederà all’elaborazione e redazione delle linee guida funzionali alla definizione della vocazione e dei servizi del Laboratorio Aperto, nonché del bando diretto all’individuazione del soggetto gestore dello spazio.

In questa fase sarà avviata la procedura per l’assegnazione del soggetto gestore del Laboratorio Aperto.